mercoledì 15 luglio 2009
sabato 20 giugno 2009
venerdì 19 giugno 2009
mercoledì 10 giugno 2009
Byōsoku Go Senchimētoru - 5 Centimetri al Secondo (2007)
5 centimetri al secondo è la velocità con cui scendono i petali di ciliegio nel periodo di massima fioritura.
In Giappone, solo per pochi giorni a primavera, questa neve rosa copre tutto e segna l'inizio e la fine di ogni cosa.
Takaki Tōno e Akari Shinohara sono legati fin dall'infanzia da un amore fuori dal comune. La loro volontà disperata di stare insieme si infrange con lo scorrere veloce della vita, che li spinge ripetutamente lontano e li forza a rassegnarsi, dopo lunghe sofferenze dell'anima, a vivere comunque l'uno senza l'altro.
Il film è un'ora di malinconia straziante. Cazzo, diciamolo pure, non ho mai visto qualcosa di più triste in vita mia.
Questo per una semplice e potentissima ragione: la storia non parla di olocausto, di bambini rinchiusi in campi di concentramento o di innamorati su una nave destinata ad affondare. Commuovere con questi plot è una facile ovvietà e io nutro sempre un leggero disprezzo per chi si arma di queste tragedie per far piangere la gente.
Al contrario questo film è una storia semplice, ai limiti della banalità, che si fonda su una base emotiva che è però il fondamento umano del "Sentire": l'adolescenza.
Non c'è periodo della vita emotiva dell'uomo come quello adolescenziale. I sentimenti sono titanici, senza limiti o freno: la disperazione è totale, l'amore disposto a durare una vita, l'entusiasmo epico.
Gli anime hanno una cultura del sentire adolescenziale.
Anche quando, come in questo caso, le vicende narrate coprono tutta la vita dei protagonisti, dall'infanzia alla maturità.
Tutta la loro vita dipinta in fotogrammi di una poesia infinità, con colori e atmosfere ispirati, regia e ritmo tesi a sottolineare in maniera impercettibile gli snodi della lontananza dei protagonisti, momenti per loro e per noi indimenticabili.
A Chain of Short Stories About Their Distance.
Questo il sottotitolo del film, suddiviso in tre episodi, di diversa durata. E davvero non c'è altro che storie brevi che raccontano della loro lontananza.
Banale, in verità.
Ma allora cos'è questa certezza che ho di aver visto qualcosa di titanico?





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martedì 2 giugno 2009
New Avengers: The Reunion - Preview #4
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venerdì 8 maggio 2009
sabato 2 maggio 2009
New Avengers: The Reunion - Preview #3
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Etichette: Marvel
giovedì 23 aprile 2009
Settanta - Cover
Settanta è il secondo romanzo di una potentissima trilogia noir ambientata in Italia, superbamente scritta dell'amico e collega Simone Sarasso, edita da Marsilio Editori.
Simone mi ha chiesto di realizzare l'illustrazione di copertina ed eccola qui. Bomba in superficie, vera bomba all'interno. Provare per credere.
Release date: 20 maggio 2009 nelle migliori librerie.
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domenica 19 aprile 2009
Britney Spears - Circus (2008)
E' strano anche per me, non credete.
Recensire un album di B. al posto di un video.
Io che ho sempre creduto che sul piccolo schermo B. desse in meglio di sè ora torno sui miei passi.
Circus è ben diverso da Blackout.
Recensendo Womanizer (il video), che è anche la hit di apertura del disco, ho parlato di tentativo di B. di reinventarsi. Chiedo venia e vi spiego perchè.
L'album è, in realtà, materiale pop di pregio.
Si sente la lezione di Madonna, ovvio, ma la produzione va oltre: 16 canzoni che necessitano di un solo primo ascolto per essere apprezzate.
Facili ma non troppo, ricercate nel sound, nel groove, nell'elettronica quanto nell'acustica. Un mix sapiente di sonorità disparate.
Il ritmo robotico di Circus pompa liquido nelle vene. La linea vocale di Out from Under sussurra malinconia ed ineluttabile destino. I preziosismi vocali di Unusual You echeggiano nell'etere sonoro, nulla spiazzante per la migliore hit dell'album.
Slapping intro in Lace and Leathers, chitarre taglienti in Rock Me In, giochi corali in If U Seek Amy. Tutto studiato, tutto perfetto.
Qui, signore e signori, si parla di Musica. Ed è una cosa che, in tutta onestà, non avrei mai immaginato di fare a proposito di B.!
Si parla anche di lei come essere umano (altra novità per me), perchè come Blackout è testimonianza della sua fragorosa caduta, Circus lo è invece della successiva resurrezione musicale, di un talento che divide, certo, ma che non è in discussione.
Il disco è addirittura troppo, qualitativamente. Tante bombe nello stesso CD rischiano di livellare e stancare. Il consiglio è quindi ascoltare a piccole dosi, sei pezzi per volta, parsimoniosi.
Senza dubbio i video (ne sono usciti tre finora tratti dall'album) daranno la possibilità di soffermarsi il tempo giusto sui momenti che la densità dell'opera tutta non permette facilmente di apprezzare. 
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