BENVENUTI SUL NUOVO BLOG!! Al suo opulento interno troverete recensioni di film, musica, anime-cult di vecchia e nuova generazione, video e fumetti che hanno folgorato il mio immaginario! Troverete un ricambio continuo di disegni e preview del sottoscritto, novità, pubblicazioni e quant'altro! Auguro a tutti: BUONA NAVIGAZIONE E BUON DIVERTIMENTO!!

sabato 23 aprile 2011

Recensioni e cose varie

Nonostante tutto, i lavori e le fatiche, sono ancora attivo, sebbene il blog non lo dimostri più di tanto!

Ho iniziato a collaborare e a postare recensioni sul forum Lega-Z, mi sembra giusto che qui metta almeno i link di riferimento.













Recensioni anime:
-King of thorn
-Gordian
-Le ultime puntate dell'Uomo Tigre










Recensioni manga:
-51 modi per salvarla

Recensioni OST:
-Shin Getter Robot - The Last Day












Dietro le quinte:
-Romabot Centurion cover 01
-Romabot vs Gurren Lagann












See ya!

martedì 1 marzo 2011

Cassidy #11 - colori cover

Doppia versione. Alla fine ha ricevuto il "via libera" quella con la macchina bianca!


venerdì 11 febbraio 2011

National Geographic Challenge! - game cover/character design

Disegni: Fabrizio De Fabritiis
Colori: miei
Uscita: marzo 2011






lunedì 17 gennaio 2011

Cassidy #9-10 - colori cover

Sì, lo so, sembra che io non faccia un cazzo tutto il tempo oltre che recensire film e colorare qualche cover ogni tanto, ma tutto il resto è coperto da segreto di stato e non posso rivelare alcunchè. In più il lavoro sul Romabot Centurion sta diventando drenante, succhiando ogni mio liquido vitale, e anche in questo caso nulla o quasi può essere postato.
Ma presto una valangata di nuove cose obnubilerà questo blog.
Keep in touch!


lunedì 10 gennaio 2011

Tron: Legacy (2010 - in theaters)

Me ne ero quasi dimenticato.

Avevo cinque anni quando Tron aprì nella mia mente di bambino mondi di rivoluzionaria fantasia, insegnando al mio cervello che snodi, circuiti e bobine potevano essere considerati un universo di neon e motocicli digitali che curvano ad angoli retti.

Mi ero quasi dimenticato della facilità con cui la mia mente può, adesso, comprendere i misteri della rete a livello quasi istintivo... Mi ero quasi dimenticato di quell'esperienza elettronica, fatta allora, alla quale devo questo mio essere sincronizzato col presente.

Nel 1982 Tron era un film rivoluzionario, avanti di 20 anni. E fu un flop.

Nel 2010 Tron torna nelle sale. Preparatissimo per NON essere un flop.
Non so se sia un film perfetto, molte analisi critiche lo accusano di estrema semplicità di plot, atmosfera troppo dark e opprimente, personaggi caratterizzati in qualche maniera e spiegazioni lunghe e noiose alternate a momenti in cui ci sarebbe bisogno di qualche motivazione in più che invece manca.
Probabilmente è tutto vero.
Ma, al contrario di quando sono uscito dalla sala di Avatar (avrei sputato sul manifesto, se un mio amico non mi avesse fermato), la visione di questo film ha appagato nel profondo il mio desiderio di fantascienza moderna.

Grandi visioni, un mondo digitale in cui nuove forme di vita possono nascere ed imparare, castelli oscuri e piane brulle, astronavi di trasporto e aerei, sistemi per il volo e dischi capaci di ridurti in mille pixel. E motociclette. Oh, sì.
E i classici neon ovunque, fendono il buio, si insinuano alla velocità spropositata con cui corrono le informazioni e creano arazzi, tagliano, colorano, uccidono. Non sottovaluterò mai più il potere del glow. Mai più.

Su tutto impatta in maniera fragorosa il suond elettronico della colonna sonora, opera del duo Daft Punk, una delle più belle e azzeccate degli ultimi anni, in cui il sound magnetico anni '80 si fonde con armonie moderne, house e digitali.
Questo link vi farà rizzare i peli sulla nuca, mentre nelle vostre pupille partiranno i mille fasci luminosi di una arena gladiatoria fatta di linee e reticoli, in cui programmi si scontrano in lotte all'ultima directory.

Tron: Legacy è uno spettacolo unico, in cui 2D e 3D si alternano in maniera finalmente sensata, da apprezzare con i leggeri occhialini realD (come ho fatto io!), non con i pesanti occhialoni di cui molti cineplex sono purtroppo dotati.

E' questa la strada giusta su cui incanalare la sci-fi moderna?
Difficile dirlo. Di sicuro i plot complicati alla Star Trek che una volta mi affascinavano ora mi risultano noiosi, al contrario del coinvolgimento 3D e della ricerca visiva, che raggiungono qui un livello altissimo, tanto da farmi dire: non c'è nulla del genere sul mercato, ora come ora, che gli possa somigliare.
Do not miss it.

domenica 2 gennaio 2011

Time and Tide (1999)

Sono in ritardo?
Il film è datato 1999, ai primordi della computer grafica, utilizzata in alcune scene del film eoni prima di transformers o di avatar, tecnicamente parlando.
Dunque: sono in ritardo?

Un regista che conosco mi ha detto di aver partecipato ad un seminario quando era a scuola di regia. Colui che teneva il seminario era Tsui Hark.
Tsui Hark chiese gentilmente di immaginare gli angoli di ripresa più adatti per una scena prestabilita. Tutti i presenti cercarono di "girare" in maniera impeccabile, utilizzando le classiche strategie visive, sperimentate e notoriamente efficaci.
Hark, dopo aver ascoltato i compitini dei presenti, disse dove avrebbe messo LUI le telecamere per le riprese...
Quel giorno, di fronte al mio amico regista, si aprì un mondo a lui ancora sconosciuto.

Questo film fa esattamente questo. Immagina mondi nuovi in cui inserire l'action movie, pescando da topoi di generi diversi (melodramma, commedia, wuxia, thriller metropolitano...), ma soprattutto utilizzando una concezione di regia, immagine e dinamica della scena semplicemente geniali.

Il regista di questo film è Tsui Hark.
E lui crea, NON mette in scena.

CREA un film mai visto, improvvisando su ciò che ha (che è la cosa migliore che sa fare), che sia una lesbica incinta, mercenari sudamericani a Hong Kong, una compagnia di bodyguarding senza licenza, un frigo, porte a doppi cardini, una pistola finta, scale e verande, le sedie di plastica dell'aeroporto o un carillon con una canzone di buon compleanno cinese che nessuno sa.

L'intrico machiavellico di questi e infiniti altri inediti elementi scatena il fottuto divertimento che mi ha entusiasmato per tutti i 133 minuti di film.
Quest'opera è una corsa adrenalinica che non avete mai compiuto, che se ne frega di spiegare all'americana e invece intrattiene alla cinese. Colpendo nel segno con precisione marziale.

E così, ieri, mentre ero spalmato sul divano e teso come una corda di violino, Tsui Hark ha dato anche a me una lezione di immaginifica regia.
Dunque: non sono arrivato (troppo) in ritardo.
Grazie, maestro.

mercoledì 17 novembre 2010

"Ho visto il futuro del fumetto...

...Il suo nome è Andy Seto!"
Questa frase è entrata nella mia personale top five.
Apriva il numero uno di King of Fighters, edizione italiana del manwha coreano, disegnata magistralmente da un giovanissimo Andy Seto.
La geniale frase dell'editor, che salutava l'autore come appunto "il futuro del fumetto", ancora oggi mi fa ghignare.

In realtà questo post riguarda non tanto Andy Seto, quanto il futuro del fumetto.

In fondo al post potete vedere l'illustrazione di copertina (disegnata da Fabrizio De Fabritiis e colorata da me) di un albo autoconclusivo di 32 tavole dedicato al campione di rally italiano Piero Longhi.

Voglio riflettere ancora una volta sull'esperimento riuscito della Emmetre Service, pioniera quasi mai riconosciuta di un modo di concepire il fumetto molto più dinamico e moderno rispetto a tutte le altre case editrici italiane.
In due parole, la Emmetre Service utilizza in modo impeccabile gli sponsor.
Gli sponsor permettono loro di editare albi a colori coi controcazzi, in formati appaganti e con una stampa che, da professionista del colore, non ho mai trovato così fedele alla visione a schermo. Nemmeno sulle pubblicazioni Marvel.

L'albo Rally Infernale ne è la controprova. Guardate la copertina in chiusura di post: vi sembra un prodotto amatoriale, realizzato con quattro soldi e materiali di scarto (compresi gli artisti)??
No. Non lo è.
Questo albo (compresi gli artisti) è interamente pagato (e bene) dagli sponsor ufficiali di Piero Longhi, che potete vedere bene in vista un po' ovunque a partire dalla cover. Ma non è, come molti dicono con molta puzzetta sotto il naso, una "marchetta"!
Perchè la storia è una corsa automobilistica alla Speed Racer, piena di adrenalina e gadgets, sfide all'ultimo sangue e percorsi mozzafiato. In altre parole, un'avventura come in Italia non ce ne sono, soprattutto per materia narrata!

Ultimamente ho saputo di iniziative editoriali che hanno avuto un rilievo nazionale per aver "scoperto" quello che la Emmetre Service già mette in atto da una decina di anni. Fare Fumetti (sì, con la F maiuscola) facendosi finanziare dagli sponsor.
Beh, era ora, cazzo!

Il fantomatico futuro del fumetto se non è nero è grigio molto scuro, intendiamoci.
Sono necessarie iniziative drastiche, un modo di pensare trasversale ed innovativo per risollevare le sorti di un medium incancrenito da tempo.
Piegarsi alle regole dell'editoria "tradizionale" che non paga, paga pochissimo o paga solo in diritti di vendita, non stipula contratti e fa rifare 100 volte tavole intere per ragioni assolutamente arbitrarie NON VA FATTO. Sono drastico, voglio esserlo: NON lavorate per questi editori.
Ne va della professionalità di una categoria, quella degli Autori, che non si capisce perchè debba essere trattata alla stregua di una parodia di tutte le altre.

Il futuro del fumetto NON sono queste case editrici.
Il tuo futuro, che tu sia fumettista alle prime armi o professionista scafato, non è lì. Lì si gioca o ci si burla del fumetto. Punto.

Tu, o Autore, hai internet, hai possibilità che nessuno prima di te ha avuto... hai il mondo davanti!
Schiodati, datti una mossa e inventa.

Segui, dammi retta, la scia illuminante di Capitan Nova.

sabato 13 novembre 2010

Cassidy #7-8 - colori cover


martedì 9 novembre 2010

Soldato Regio: back in sepia 2.0!




giovedì 16 settembre 2010

Cassidy #6 - colori cover