mercoledì 1 maggio 2013

Zombie Highway and Bikini Swat!

Covers
Drawings: J.L. Giles Rivera
Colors: Overdrive Studio
Publisher: Grindhouse Comics

martedì 1 marzo 2011

Cassidy #11 - colori cover

Doppia versione. Alla fine ha ricevuto il "via libera" quella con la macchina bianca!


venerdì 11 febbraio 2011

National Geographic Challenge! - game cover/character design

Disegni: Fabrizio De Fabritiis
Colori: miei
Uscita: marzo 2011






lunedì 17 gennaio 2011

Cassidy #9-10 - colori cover

Sì, lo so, sembra che io non faccia un cazzo tutto il tempo oltre che recensire film e colorare qualche cover ogni tanto, ma tutto il resto è coperto da segreto di stato e non posso rivelare alcunchè. In più il lavoro sul Romabot Centurion sta diventando drenante, succhiando ogni mio liquido vitale, e anche in questo caso nulla o quasi può essere postato.
Ma presto una valangata di nuove cose obnubilerà questo blog.
Keep in touch!


lunedì 10 gennaio 2011

Tron: Legacy (2010 - in theaters)

Me ne ero quasi dimenticato.

Avevo cinque anni quando Tron aprì nella mia mente di bambino mondi di rivoluzionaria fantasia, insegnando al mio cervello che snodi, circuiti e bobine potevano essere considerati un universo di neon e motocicli digitali che curvano ad angoli retti.

Mi ero quasi dimenticato della facilità con cui la mia mente può, adesso, comprendere i misteri della rete a livello quasi istintivo... Mi ero quasi dimenticato di quell'esperienza elettronica, fatta allora, alla quale devo questo mio essere sincronizzato col presente.

Nel 1982 Tron era un film rivoluzionario, avanti di 20 anni. E fu un flop.

Nel 2010 Tron torna nelle sale. Preparatissimo per NON essere un flop.
Non so se sia un film perfetto, molte analisi critiche lo accusano di estrema semplicità di plot, atmosfera troppo dark e opprimente, personaggi caratterizzati in qualche maniera e spiegazioni lunghe e noiose alternate a momenti in cui ci sarebbe bisogno di qualche motivazione in più che invece manca.
Probabilmente è tutto vero.
Ma, al contrario di quando sono uscito dalla sala di Avatar (avrei sputato sul manifesto, se un mio amico non mi avesse fermato), la visione di questo film ha appagato nel profondo il mio desiderio di fantascienza moderna.

Grandi visioni, un mondo digitale in cui nuove forme di vita possono nascere ed imparare, castelli oscuri e piane brulle, astronavi di trasporto e aerei, sistemi per il volo e dischi capaci di ridurti in mille pixel. E motociclette. Oh, sì.
E i classici neon ovunque, fendono il buio, si insinuano alla velocità spropositata con cui corrono le informazioni e creano arazzi, tagliano, colorano, uccidono. Non sottovaluterò mai più il potere del glow. Mai più.

Su tutto impatta in maniera fragorosa il suond elettronico della colonna sonora, opera del duo Daft Punk, una delle più belle e azzeccate degli ultimi anni, in cui il sound magnetico anni '80 si fonde con armonie moderne, house e digitali.
Questo link vi farà rizzare i peli sulla nuca, mentre nelle vostre pupille partiranno i mille fasci luminosi di una arena gladiatoria fatta di linee e reticoli, in cui programmi si scontrano in lotte all'ultima directory.

Tron: Legacy è uno spettacolo unico, in cui 2D e 3D si alternano in maniera finalmente sensata, da apprezzare con i leggeri occhialini realD (come ho fatto io!), non con i pesanti occhialoni di cui molti cineplex sono purtroppo dotati.

E' questa la strada giusta su cui incanalare la sci-fi moderna?
Difficile dirlo. Di sicuro i plot complicati alla Star Trek che una volta mi affascinavano ora mi risultano noiosi, al contrario del coinvolgimento 3D e della ricerca visiva, che raggiungono qui un livello altissimo, tanto da farmi dire: non c'è nulla del genere sul mercato, ora come ora, che gli possa somigliare.
Do not miss it.

domenica 2 gennaio 2011

Time and Tide (1999)

Sono in ritardo?
Il film è datato 1999, ai primordi della computer grafica, utilizzata in alcune scene del film eoni prima di transformers o di avatar, tecnicamente parlando.
Dunque: sono in ritardo?

Un regista che conosco mi ha detto di aver partecipato ad un seminario quando era a scuola di regia. Colui che teneva il seminario era Tsui Hark.
Tsui Hark chiese gentilmente di immaginare gli angoli di ripresa più adatti per una scena prestabilita. Tutti i presenti cercarono di "girare" in maniera impeccabile, utilizzando le classiche strategie visive, sperimentate e notoriamente efficaci.
Hark, dopo aver ascoltato i compitini dei presenti, disse dove avrebbe messo LUI le telecamere per le riprese...
Quel giorno, di fronte al mio amico regista, si aprì un mondo a lui ancora sconosciuto.

Questo film fa esattamente questo. Immagina mondi nuovi in cui inserire l'action movie, pescando da topoi di generi diversi (melodramma, commedia, wuxia, thriller metropolitano...), ma soprattutto utilizzando una concezione di regia, immagine e dinamica della scena semplicemente geniali.

Il regista di questo film è Tsui Hark.
E lui crea, NON mette in scena.

CREA un film mai visto, improvvisando su ciò che ha (che è la cosa migliore che sa fare), che sia una lesbica incinta, mercenari sudamericani a Hong Kong, una compagnia di bodyguarding senza licenza, un frigo, porte a doppi cardini, una pistola finta, scale e verande, le sedie di plastica dell'aeroporto o un carillon con una canzone di buon compleanno cinese che nessuno sa.

L'intrico machiavellico di questi e infiniti altri inediti elementi scatena il fottuto divertimento che mi ha entusiasmato per tutti i 133 minuti di film.
Quest'opera è una corsa adrenalinica che non avete mai compiuto, che se ne frega di spiegare all'americana e invece intrattiene alla cinese. Colpendo nel segno con precisione marziale.

E così, ieri, mentre ero spalmato sul divano e teso come una corda di violino, Tsui Hark ha dato anche a me una lezione di immaginifica regia.
Dunque: non sono arrivato (troppo) in ritardo.
Grazie, maestro.