sabato 17 febbraio 2007

Death Note

Esistono due tipi di sequenze narrative dinamiche: le scene d'azione e quelle di dialogo.

Death Note è un vero portento: è un anime che si basa quasi esclusivamente sul dialogo, quindi più unico che raro. Eppure mantiene una suspence da togliere il fiato. Da togliere il fiato, cazzo.
Le animazioni sono poche, quindi curate nei minimi dettagli. Il disegno è dettagliato e la computer grafica non percepibile, evitando l'effetto sgradevole di mancata fusione fra personaggi 2d e sfondi 3d iperdettagliati e anacronistici. La regia sfrutta l'inquadratura come se fosse un ipertesto, con finestre che si aprono su scene in contemporanea o su dettagli importanti.

La trama è complessa e tridimensionale, tanto quanto i personaggi sono invece granitici nella loro vocazione alla "giustizia".
Impeccabile il confronto fra il protagonista e la sua nemesi, che si snoda di episodio in episodio con un ritmo potentissimo, perfezionato rispetto al manga omonimo edito in Italia da Planet Manga. Una sfida all'ultimo sangue, di cui è piacevolmente impossibile scoprire l'esito. Un duello assurdo, perchè condotto a distanza: il primo contatto decreterà la morte di uno dei due. (Oppure no?)

Saluto un prodotto incredibile, nuovo, del tutto fuori di testa, che esplora paure della società e desideri del mondo adolescenziale. Da entrambi, ci salvi Iddio.


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