lunedì 7 maggio 2007

Spiderman 3 (2006 - in theaters)

Amichevole e incredibile, come sempre.
Su questa trilogia mamma Marvel non poteva sbagliare.

E difatti ha preso per mano tutti, grandi e piccini, e li ha trascinati di fianco al supereroe con super problemi e super responsabilità. Ha fatto goal per l'ennesima volta, confezionando un film complesso, quasi corale, dalla sceneggiatura solida e dalle action scenes mozzafiato.

Gli antagonisti sono addirittura tre e durante il film si evolvono in maniera differente, per ricomporre un'unica scena finale. C'è il nemico che combatte un destino avverso (Sandman), il "miglior nemico" Harry (Green Goblin), il nemico vero, cattivo fino all'osso (Venom).

Non c'è dubbio che Sam Raimi sappia quello che fa: al solito la sua regia è in grado di creare tensione, orrore, melodramma, azione, commedia. Questa è la cifra più significativa dei suoi tre Spidey: la commistione stilistica.
Il film commuove, spaventa, diverte, tutto in uno. Mantenendo un target amplissimo. Non si può uscire dalla sala non soddisfatti.

Un neo esiste, però, ed è la densità del film. Due ore e venti sono strette per tre nemici di questo calibro e, nonostante la sceneggiatura a incastro davvero perfetta, si predilige l'azione e la trama all'approfondimento dei personaggi. Il film è pervaso da un senso di leggerezza, forse necessario per non impressionare troppo il target più piccolo.

Ma a noi adulti con un po' di cuore manca una drammaticità più profonda, che si raggiunge solo dedicandovi più tempo.

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