domenica 10 giugno 2007

Hellboy: Strani Luoghi - Mignola

Da tempo mancano recensioni di fumetto sul blog. Sono contento che a riprenderle sia Hellboy.

Perchè "Strani luoghi" è il vertice artistico di un maestro della narrazione. Mignola sta al fumetto moderno come Will Eisner sta al fumetto di cinquant'anni fa. Entrambi sono narratori nati, entrambi sperimentano sul racconto e sulla sintesi grafica, entrambi fanno il VERO fumetto.

Hellboy è un personaggio che cresce e che non ha paura dei cambiamenti, anzi li fa suoi, rigenerandosi di albo in albo. Il figlio prediletto e riluttante del Diavolo inizia in questo volume un nuovo corso della sua vita. Ha lasciato i compagni e il Centro Richerche sul Paranormale, ora cerca sè stesso.

Paesaggi esotici fanno da sfondo: l'Africa e i suoi spiriti, poi l'Oceano e le sue creature. Si respira il sole, il mare e le tempeste, si respira l'atmosfera piratesca di "quindici uomini/su una cassa da morto/e una bottiglia di rum", di antiche leggende europee e di libri polverosi.
Castelli diroccati, uomini davvero vecchi, gli Oghdru-Jahad e la loro storia segreta fanno di questo volume un capolavoro da non perdere, una commistione unica e splendida di horror e ironia, con quel pizzico di azione che (BOOM!) diventa la carica dirompente del personaggio.

Hellboy verrà ricordato nei secoli, e per fortuna non grazie a quella MERDA di film che ne hanno tratto.
Non guardatelo MAI.

Leggete, prima.
Poi capirete la potenza e la differenza che può fare un autore come Mignola.

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