venerdì 20 luglio 2007

La Casa del Diavolo (2005)

Sotto il titolo americano (The Devil's Rejects) sulla locandina è scritta una frase che riassume alla perfezione la poetica del film.
La frase, breve, concisa, recita: "This summer go to hell."

Non ho visto i precedenti film di Rob Zombie, ma (non solo a parer mio) questo ha una marcia in più. Anzi, questo dice qualcosa in più. Lo fa utilizzando il gergo più assurdo che ci sia, una commistione di ironia e violenza, tracotanza e volgarità. Un gergo che è divenuto stile.
Uno stile che non solo io godo nel definire texano.
Non ci sono davvero altri termini, forse tamarro si potrebbe avvicinare abbastanza.
Ecco, sì, forse questo è un horror tamarro. Ma fuori genere, fuori scala.

I mostri sono davvero mostri. Sono come noi. Uno è anche un gran pezzo di gnocca. Se vi fate irretire dalla sua bellezza (come me) siete fottuti. I mostri stanno dalla parte della legge. I mostri torturano, uccidono, mutilano. E pensano. Sono tutt'altro che senza cervello, piegati dalla droga o dall'alcool, o semplicemente pazzi. No. I mostri sono in mezzo a noi. Oh. Forse siamo noi.

Il consiglio e l'imprecazione, quindi, sono proprio gli stessi di due anni fa, quando questo film ha fatto la sua comparsa nelle sale:

"Quest'estate, andate all'inferno."

1 commento:

Andrea Longhi ha detto...

più che un horror lo definirei un road movie insano.
Potentissimo l'utilizzo della colonna sonora. Guardati "la casa dei 1000 corpi" così vedrai come tutto ebbe inizio...