martedì 22 aprile 2008

Fables (Bill Willingham - Mark Buckingham)

Vol.1: Fiabe in esilio (Legends in exile)
Vol.2: La fattoria degli animali (Animal farm)
Vol.3: Una storia d'amore (Storybook love)
Vol.4: La marcia dei soldatini di legno (March of the wooden soldiers)
Vol.5: Stagioni difficili (The mean season)
Vol.6: Terre natie (Homelands)
Vol.7: Fiabe d'Arabia (Arabian nights (and days))
Vol.8: Lupi (Wolves)
Vol.9: Sons of empire
Vol.10: The good prince

Un'incredibile mole di lettura vi aspetta se decidete di intraprendere la lettura di Fables.

Alla conclusione del Volume 9, dopo centinaia e centinaia di pagine a fumetti, posso dire di essere rimasto esterrefatto da una produzione che all'inizio, lo ammetto, non aveva saputo conquistarmi. C'è poco da fare, il disegno di Buckingham va apprezzato col tempo, lo stile un poco verboso dei testi di Willingham non è certo l'apoteosi del mainstream che le mie corde apprezzano così spesso e volentieri.

Poi la trama prende corpo in maniera spaventosa col passare delle pagine, approfondendo personaggi, arricchendosi di chicche narrative, sottotrame e intrecci intelligenti fra protagonisti di fiabe vecchie e nuove.
L'opera diventa una saga leggera, favolesca, ricca di epicità eppure romantica, a tratti di una drammaticità che la colloca senza dubbio fra le letture "adulte". Saltella tra un genere e l'altro senza mai essere altro che sè stessa.
I disegni crescono con l'esperienza, alcuni albi sono senza dubbio più sentiti di altri, e svettano come piccole perle nell'infinita mole di lavoro.

Se tutto questo non fosse bastato a Fables per raggiungere lo status di piccolo capolavoro nel panorama dei comics statunitense, le copertine coprono ampiamente tutto lo spazio che manca. Ne metto alcune, perchè una non basta: James Jean fa un lavoro incredibile, coglie ogni volta l'atmosfera, la composizione, la sintesi giuste, arrivando a comporre dei veri gioielli di leggerezza e perfezione.

Contemplatele. E pensate che sono solo alcune delle più belle.

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