domenica 31 agosto 2008

The Marquis - Guy Davis

Vol.1 - Danse Macabre
Vol.2 - Intermezzo


Il segno di Guy Davis è roba forte.
Non è un segno commerciale o immediatamente accattivante, i suoi personaggi non sono belli da guardare, le sue donne non sono fighe assurde con tette enormi.
Ma il suo segno è roba davvero forte. Quando disegna The Nevermen. Quando disegna BPRD.

Quando ho visto The Marquis ho subito capito: questa è la punta di diamante. La perla compositiva di bianchi, tratteggi fitti e grigi retini. La vetta narrativa e dinamica.
Il suo lavoro migliore.

Disegna e sembra che solo accenni. Eppure ha una cura del dettaglio spaventosa. Copre le tavole di particolari, di segni, nelle architetture francesi, nelle maschere e nei vestiti ottocenteschi, e riesce sempre a rendere al meglio lo storytelling, separando i piani e guidando sicuro la lettura.
E la lettura non può lasciare indifferenti.
Perchè Guy Davis ha un talento: saper disegnare i mostri.
Fruga sapiente nell'immaginario dell'orribile e trova ciò che più inquieta, ciò che più terrifica. Le immagini sono delle più disturbanti che abbia mai visto. A un livello subliminale, mai urlato, per questo ancora più efficace.

Guy Davis è l'erede vero della letteratura gotica, l'erede di Walpole, di Lewis, di Maturin. Suo è l'uomo errante, sua è la dannazione e il patto col demonio, suoi i monologhi estenuanti di fronte a un Dio che non risponde, sua la pazzia e la perversione.

Questi libri sono letteratura gotica, come non se ne è mai vista dai tempi de Il monaco o di Melmoth, l'uomo errante.
Meglio se nell'edizione Inferno, hardcover di prossima pubblicazione per la Dark Horse, che potete ammirare qua sotto.

Non sono un'opzione, nella libreria dell'amante di genere.