domenica 24 agosto 2008

Olympic Games - Beijing 2008

Beijing 2008: one world, one dream.

Si sono concluse oggi le olimpiadi più intense della mia vita.
Vissute giorno per giorno, ora per ora davanti alla TV, il cosiddetto spirito olimpico a pulsarmi nelle vene.
Le ho vissute come mai prima.

E' stato l'evento più spettacolare, lo show più incredibile a cui mi sia capitato mai di assistere.

Per due settimane, ho avuto il privilegio di osservare uomini e donne ai confini della realtà, scolpiti dalla fatica e dagli allenamenti, il fisico trasfigurato dalla disciplina sportiva.
Ho avuto la possibilità di chiedermi come cazzo fa un'atleta del corpo libero a ricordarsi tutte le figure delle sue fottute diagonali.
Ho visto coi miei occhi gente correre per 3 ORE E MEZZO senza fermarsi.
Ho visto gente sollevare 80 chili di massa muscolare avversaria e sbatterli alle proprie spalle in supplex come niente fosse.

E' stato illuminante.

E' stata una lezione mistica e marziale, un insegnamento sull'estetica e sull'impegno e, infine, una lezione di vita.
La lezione e l'emozione che mi ha dato Usain Bolt, che ha corso facendo sembrare gli altri FERMI in mezzo alla pista.
Questa è la sua olimpiade.
Ho ringraziato Dio perchè esistono i genii.
Perchè guardarli è uno spettacolo unico, uno spettacolo VERO.

In tutto questo, la Cina.
Ancora una volta ha saputo affascinarmi, trascinandomi in coreografie incredibili, nella cerimonia di apertura.
Dall'alto delle sue 100 medaglie, di cui 51 d'oro, ha saputo dire al mondo intero che esiste.
Che possiede cultura millenaria, orgoglio nazionale e spirito di sacrificio come (temo) nessun altro paese al mondo.
La Cina è una nazione.
Le cui arti sono potenti ed eleganti insieme.
La cui presenza fa tremare i pilastri del mondo.

One world, one dream, dunque.
Non ero cittadino italiano, mentre osservavo l'eccellenza e la perfezione umana.
Ero cittadino, orgoglioso, del mondo intero.

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