sabato 14 giugno 2008

E venne il giorno (2008 - in theaters)

C'è un platano, di fronte alla finestra del mio studio.
Non lo guardo più con gli stessi occhi.

Appena uscito dal cinema ieri sera pioveva.
Avevo paura della pioggia.

Shyamalan è così e non ci puoi fare niente.
La sua regia è un incubo ad alta tensione, creato ad arte miscelando profondità del sentimento e innate paure dell'uomo.
Le cose più semplici, le cose più naturali, si trasfigurano e diventano mostruose, presagi di terribili, imminenti conseguenze.
Scale, tagliaerba, altalene, fermagli per capelli. Il vento fra i rami.
Non c'è nulla che non può essere usato contro di noi, per rovinare la nostra serenità di spettatori.
Si respira a malapena, nell'ora e mezza circa di film.

Signs è un film di fantascienza? No.
The village è un film horror? Manco per il cazzo.
E venne il giorno è un film ecologico? Neppure.
Non si va a vedere Shyamalan per vedere un film di genere, ma un film di tensione come solo lui sa fare.
Fanculo REC! Fanculo the grudge, the ring e le cazzo di verità nascoste!

Alla fine rimane solo lui.
Non c'è paragone.

venerdì 6 giugno 2008

La mia postazione di lavoro

Coinvolto nella catena "mostra la tua postazione di lavoro" da Andrea Longhi, non posso esimermi dal postare qualche foto.

Qualche appunto:
1-lavoro in SALOTTO... Beh?
2-le scrivanie e i mobili bianchi (TUTTI) li ha costruiti quel genio del bricolage che è mio padre.
3-sì, lo so devo comprare le tende, appena mi arriva l'assegno Marvel (ma è circa un annetto che dico così...) le compero.

Sulla scrivania del computer ci sono dei fogli con scritti gli appunti per i ritocchi alle tavole a colori, sono indicazioni numeriche di atmosfera. Ci sono anche delle polsiere nere, mi servono per evitare tendiniti varie quando il lavoro si fa duro (sempre) e c'è una carta di Chupa Chups al limone febbrilmente consumato durante la colorazione dell'ultima tavola.