domenica 19 aprile 2009

Britney Spears - Circus (2008)

E' strano anche per me, non credete.
Recensire un album di B. al posto di un video.

Io che ho sempre creduto che sul piccolo schermo B. desse in meglio di sè ora torno sui miei passi.
Circus è ben diverso da Blackout.
Recensendo Womanizer (il video), che è anche la hit di apertura del disco, ho parlato di tentativo di B. di reinventarsi. Chiedo venia e vi spiego perchè.

L'album è, in realtà, materiale pop di pregio.

Si sente la lezione di Madonna, ovvio, ma la produzione va oltre: 16 canzoni che necessitano di un solo primo ascolto per essere apprezzate.
Facili ma non troppo, ricercate nel sound, nel groove, nell'elettronica quanto nell'acustica. Un mix sapiente di sonorità disparate.

Il ritmo robotico di Circus pompa liquido nelle vene. La linea vocale di Out from Under sussurra malinconia ed ineluttabile destino. I preziosismi vocali di Unusual You echeggiano nell'etere sonoro, nulla spiazzante per la migliore hit dell'album.
Slapping intro in Lace and Leathers, chitarre taglienti in Rock Me In, giochi corali in If U Seek Amy. Tutto studiato, tutto perfetto.

Qui, signore e signori, si parla di Musica. Ed è una cosa che, in tutta onestà, non avrei mai immaginato di fare a proposito di B.!
Si parla anche di lei come essere umano (altra novità per me), perchè come Blackout è testimonianza della sua fragorosa caduta, Circus lo è invece della successiva resurrezione musicale, di un talento che divide, certo, ma che non è in discussione.

Il disco è addirittura troppo, qualitativamente. Tante bombe nello stesso CD rischiano di livellare e stancare. Il consiglio è quindi ascoltare a piccole dosi, sei pezzi per volta, parsimoniosi.

Senza dubbio i video (ne sono usciti tre finora tratti dall'album) daranno la possibilità di soffermarsi il tempo giusto sui momenti che la densità dell'opera tutta non permette facilmente di apprezzare.

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