Tron: Legacy (2010 - in theaters)
Me ne ero quasi dimenticato.
Avevo cinque anni quando Tron aprì nella mia mente di bambino mondi di rivoluzionaria fantasia, insegnando al mio cervello che snodi, circuiti e bobine potevano essere considerati un universo di neon e motocicli digitali che curvano ad angoli retti.
Mi ero quasi dimenticato della facilità con cui la mia mente può, adesso, comprendere i misteri della rete a livello quasi istintivo... Mi ero quasi dimenticato di quell'esperienza elettronica, fatta allora, alla quale devo questo mio essere sincronizzato col presente.
Nel 1982 Tron era un film rivoluzionario, avanti di 20 anni. E fu un flop.
Nel 2010 Tron torna nelle sale. Preparatissimo per NON essere un flop.
Non so se sia un film perfetto, molte analisi critiche lo accusano di estrema semplicità di plot, atmosfera troppo dark e opprimente, personaggi caratterizzati in qualche maniera e spiegazioni lunghe e noiose alternate a momenti in cui ci sarebbe bisogno di qualche motivazione in più che invece manca.
Probabilmente è tutto vero.
Ma, al contrario di quando sono uscito dalla sala di Avatar (avrei sputato sul manifesto, se un mio amico non mi avesse fermato), la visione di questo film ha appagato nel profondo il mio desiderio di fantascienza moderna.
Grandi visioni, un mondo digitale in cui nuove forme di vita possono nascere ed imparare, castelli oscuri e piane brulle, astronavi di trasporto e aerei, sistemi per il volo e dischi capaci di ridurti in mille pixel. E motociclette. Oh, sì.
E i classici neon ovunque, fendono il buio, si insinuano alla velocità spropositata con cui corrono le informazioni e creano arazzi, tagliano, colorano, uccidono. Non sottovaluterò mai più il potere del glow. Mai più.
Su tutto impatta in maniera fragorosa il suond elettronico della colonna sonora, opera del duo Daft Punk, una delle più belle e azzeccate degli ultimi anni, in cui il sound magnetico anni '80 si fonde con armonie moderne, house e digitali.
Questo link vi farà rizzare i peli sulla nuca, mentre nelle vostre pupille partiranno i mille fasci luminosi di una arena gladiatoria fatta di linee e reticoli, in cui programmi si scontrano in lotte all'ultima directory.
Tron: Legacy è uno spettacolo unico, in cui 2D e 3D si alternano in maniera finalmente sensata, da apprezzare con i leggeri occhialini realD (come ho fatto io!), non con i pesanti occhialoni di cui molti cineplex sono purtroppo dotati.
E' questa la strada giusta su cui incanalare la sci-fi moderna?
Difficile dirlo. Di sicuro i plot complicati alla Star Trek che una volta mi affascinavano ora mi risultano noiosi, al contrario del coinvolgimento 3D e della ricerca visiva, che raggiungono qui un livello altissimo, tanto da farmi dire: non c'è nulla del genere sul mercato, ora come ora, che gli possa somigliare.
Do not miss it.
7 commenti:
completamente d'accordo con te, fratello mio.
bella manu!! sapevo che non te l'eri perso!! XD
per nulla al mondo me lo sarei perso!!!!! :)
ps: ho aperto un nuovo blog, dove parlerò di colorazione digitale! ho linkato subito il tuo! ;)
emanueletenderini.blogspot.com
più avanti sarebbe bello confrontarci sui vari lavori che abbiamo fatto! :)
baci!
w tron.
fichissimo! vado immediatamente a curiosare! nel frattempo anche tu sei linkato! :)
grazie infinite!!! :D
"Non sottovaluterò mai più il potere del glow. Mai più."
AH! AH!
Ma te stai fuori!
ehh fabrì non posso darti torto, sto fuori sì! però, per spiegare, di solito guardavo con sufficienza i boccaloni che si lasciavano attrarre (come la falena di bug's life, sì!) dall'effetto grafico più elementare che esista, cioè un po' di "bagliore esterno"... beh, ora mi son dovuto ricredere... perchè la sua semplicità e la sua potenza mi appaiono ora più chiare che mai, dopo la visione di questo film!! dunque sì: non sottovaluterò mai più il potere del bagliore esterno... XD
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